Quando si tratta di capire i sintomi caratteristici dell’avvelenamento di un cane, la rapidità è un fattore fondamentale che ci può permettere di salvare la vita ai nostri amici a 4 zampe.

I tipi di veleni che possono fare del male ai nostri animali sono svariati e provocano sintomi differenti, inoltre agiscono con tempi diversi. Tra i più comuni ricordiamo la Stricnina e la Metaldeide; poi ci sono gli Organofosforici e i Carbammati e, infine i Rodenticidi. Questi ultimi, se non si interviene velocemente, possono portare anche alla morte del soggetto.

Per saperne di più

La Stricnina, un veleno molto pericoloso anche per l’uomo, si trova sotto forma di polvere senza odore ma molto amara. Appena ingerita, già in pochi minuti, procura sintomi come contrazioni muscolari, agitazione e rigidità. Possono intervenire anche delle crisi convulsive. Non è possibile somministrare alcun antidoto per tale veleno ma si può procedere ad una cura sotto forma di lavanda gastrica. È raccomandata la sedazione per far diminuire le crisi convulsive e le contrazioni muscolari ed è utile anche una terapia fluida con protettori per reni e fegato. Nonostante il cane sia tenuto correttamente monitorato e sottoposto a terapia, la prognosi purtroppo spesso è spesso letale.

La “lumachina” o Metaldeide è molto pericoloso perché attrae incredibilmente i cani. E’ di colore verde/azzurro e i suoi sintomi compaiono poche ore dopo l’ingestione. Essi consistono da rigidità degli arti, contrazioni muscolari , dilatazione delle pupille, testa e collo che si incurvano “ a ponte” (opistotono), nistagmo degli occhi, diarrea e vomito. Anche in questo caso è impossibile trovare un antidoto e bisognerà curare l’animale attraverso un’accurata lavanda gastrica a base di bicarbonato, somministrazione di fluidi endovena con protettori di reni e fegato associati a sedazione per diminuire le contrazioni muscolari. Il cane dovrà rimanere monitorato e la sua prognosi sarà dettata dalla rapidità dell’intervento ma di solito è ottimista negli animali che sopravvivono nelle 24 ore successive all’assunzione del veleno.

Pesticidi ed insetticidi come Organofosforici e Carbammati che vengono usati per avvelenare gli animali hanno sintomi che si presentano fra i 15 e i 60 minuti post ingestione. Per lo più sono caratterizzati da una eccessiva salivazione, diarrea, rallentamento del battito cardiaco, miosi, crisi convulsive o tremori. Fortunatamente, è possibile somministrare l’Atropina Solfato come antidoto ma si consiglia comunque di effettuare anche una lavanda gastrica e di aggiungere una terapia fluida con farmaci protettori. Per quanto riguarda gli organofosforici è possibile utilizzare anche la Pralidossima Cloruro come antidoto. In ogni caso sarà necessario ricoverare il cane per tenerlo monitorato in quanto la prognosi dipende dalla tempestività con cui si sono riconosciuti i sintomi e con la quale si è iniziata la terapia. Spesso un proprietario non si rende conto dei sintomi fino a che il cane non mangia, infatti è l’assunzione di cibo ad attivare il veleno facendone manifestare i sintomi.

sintomi di avvelenamento cane

Il più comune tipo di avvelenamento avviene mediante i Rodenticidi che sono un prodotto comunemente utilizzato in agricoltura e si trova sotto varie forme (paste, polveri, esche in grani, ecc.). Questi veleni derivano dal dicumarolo e hanno una potente azione anticoagulante, per questo provocando morte per emorragia interna. I sintomi si palesano dopo un paio di giorni dall’ingestione attraverso fiacchezza, perdita dell’appetito, mucose pallide, perdita di sangue con le urine, presenza di sangue nelle feci e perdita di sangue dal naso. A causa dei tempi d’azione lunghi non sempre è sufficiente la sola lavanda gastrica e bisogna ricorrere alla somministrazione dell’antidoto, ovvero la Vitamina K, insieme ad una terapia di supporto. La prognosi viene valutata caso per caso sulla basa degli esami di laboratorio.

Cosa bisogna fare come primo intervento?

Se ci rendiamo conto che il nostro amico a 4 zampe ha mangiato qualcosa che ci sembra sospetto l’unica cosa che possiamo fare nell’immediato è cercare di provocargli il vomito. Ma come si fa? Un metodo facile e alla portata di tutti è avere sempre con sé una piccola quantità di sale da cucina da far ingoiare al cane in modo che l’animale vomiti e provi ad espellere tutta la sostanza tossica. Ciò consentirà di avere un po' più di tempo per portarlo alla clinica veterinaria più vicina per effettuare le cure più adatte al caso.

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